Jeanne Jugan

La fondatrice delle Piccole Sorelle dei Poveri

Da Cancale a Saint-Servan

La Rivoluzione francese è scoppiata da tre anni quando nasce una bimba, il cui nome è oggi conosciuto nei cinque continenti.

Jeanne Jugan viene al mondo il 25 ottobre 1792 a Cancale (Ille-et-Vilaine), porto di pesca situato sulla costa nord della Bretagna. In quel momento suo padre è assente, imbarcato sei mesi prima per la grande pesca a Terranova.

Viene battezzata appena nata, nella chiesa di Saint-Méen. I registri parrocchiali di Cancale ne fanno fede.

Meno di quattro anni dopo, il padre di Jeanne scompare in mare, come tanti altri marinai! La ristrettezza pervade nel focolare. Dalla mamma, Jeanne e i suoi tre fratelli e sorelle impareranno a vivere coraggiosamente in povertà dignitosa, nella fede e nell'amore di Dio.

Serva, poi aiuto cuoca in un castello vicino Cancale, Jeanne a 18 anni rifiuta una prima richiesta di matrimonio. Sei anni dopo, ella prega il giovane marinaio che le rinnova la richiesta di non pensare più a lei.

"Dio mi vuole per sé. Egli mi riserva per un'opera che non è ancora conosciuta, che non è ancora fondata", dice a sua madre ...

Parole profetiche di cui non misura probabilmente la portata... Molti anni passeranno prima che si precisi questa chiamata. Intanto, Jeanne lascia Cancale e va nella vicina città di Saint-Servan. Infermiera all'ospedale del Rosais, assiste in seguito i malati a domicilio e infine si mette al servizio di alcune famiglie.

Ella vuole soltanto servire Dio e il prossimo, soprattutto i poveri. Jeanne è fedele all'ideale di conformazione a Gesù e Maria che San Giovanni Eudes insegna ai membri del Terz'ordine della Madre Ammirabile, associazione fondata nel XVII secolo, alla quale si unisce verso l'età di 25 anni.

Saint-Servan, 1839

Una sera d'inverno, Jeanne apre il suo alloggio e il suo cuore ad un’anziana cieca, paralitica, improvvisamente ridotta in solitudine. Jeanne le offre il suo letto...

Questo gesto la impegna per sempre. Un'altra anziana seguirà, poi una terza. Nel 1843, saranno quaranta mentre tre giovani compagne si uniranno a Jeanne e la sceglieranno come superiora della loro piccola comunità che si avvia a diventare una regolare comunità di vita religiosa.

Ma ben presto Jeanne sarà destituita da questo incarico dal Vicario parrocchiale che aveva preso l’impegno di seguire gli inizi di questa piccola famiglia, dichiarandosi al suo posto il fondatore dell’opera. All'ingiustizia, Jeanne risponde solo con silenzio e umiltà. 

La sua fede e il suo amore scoprono in questa disposizione il disegno di Dio per sé e per la sua famiglia religiosa. Si dedica allora completamente alla questua, adottando un metodo di carità e di condivisione, del quale è stata testimone sin dalla sua infanzia a Cancale, quando una vedova di marinaio si trovava nel bisogno. È anche incoraggiata dai Fratelli di San Giovanni di Dio, dell'ospedale di Dinan.

Il tempo delle radici, 1852-1879

Nel corso degli anni, l'ombra si stende sempre più su Jeanne Jugan. Gli inizi della sua opera vengono mascherati. Alla sua morte, avvenuta il 29 agosto 1879,a La Tour Saint-Joseph, poche Piccole Sorelle sanno che è lei la fondatrice. Il suo influsso sulle giovani, con le quali ha condiviso la vita per ventisette anni, sarà tuttavia decisivo. In quel contatto prolungato, il carisma iniziale e lo spirito delle origini è stato trasmesso.

A poco a poco si fa luce... Dal 1902, la verità comincia a riemergere: Jeanne Jugan, Suor Maria della Croce, morta nell'oblio un quarto di secolo prima, non è la terza Piccola Sorella, come si è lasciato credere, ma la prima, la fondatrice.

 

Riconoscimento

Il 13 luglio 1979, la Chiesa riconosce ufficialmente l'eroicità delle sue virtù. 

Il 3 ottobre 1982, in presenza di seimila pellegrini venuti dal mondo intero, Giovanni Paolo II proclama "BEATA" Jeanne Jugan«l'umilissima cancalese, tanto povera di beni, ma tanto ricca di fede»(omelia della beatificazione).

La sua tomba, nella cripta della cappella della Casa madre, a La Tour St-Joseph (St-Pern, Francia), attira numerosi pellegrini, come pure la casa natale a Cancale, nella borgata delle Piccole Croci e la casa della fondazione a Saint-Servan.

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