Testimonianze

“Un impegno preso con me stessa”

pubblicato 10 apr 2011, 13:42 da Piccole Sorelle dei Poveri Italia

“La prima volta che mi é stato chiesto di andare a fare compagnia agli anziani, io non capivo davvero cosa significasse in quanto ero convinta non servisse a niente passare un’ora a settimana con loro, per renderli davvero felici.

Perciò quando la mia migliora amica Tiffany mi “obbligò” (quasi) ad accompagnarla dai “vecchietti” io ero molto impacciata e non sapevo come comportarmi con loro anche perché, come ho già detto, la reputavo una cosa inutile. Poi, però, mi misi a guardare gli occhi e i visi di quei vecchietti: quando la mia amica dava loro un bacio o quando raccontava le sue avventure e disavventure quotidiane erano felici, anche se solo per un momento, lo erano perché si sentivano voluti bene, capiti, ascoltati. Così, quando tornai a casa, riflettei su quanto avevo visto e soprattutto pensai al modo in cui una ragazzina di 15 anni aveva potuto rendere felici per 5 minuti quei vecchietti.

La seconda volta che ci andai la mia amica non c’era, quindi io non sapevo esattamente come comportarmi. Ad un certo punto vidi una signora seduta da sola, che guardava in basso e che tratteneva a stento le lacrime. Così andai da lei e cominciammo a parlare come se ci fossimo conosciute anni prima, come se fossimo state amiche da tempo. Lei si fidava di me, mi raccontava i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi dispiaceri ed io non facevo altro che ascoltare, dirle qualche parola di conforto, spiegarle che io ero vicina a lei. Parlammo per quasi mezz’ora e alla fine, quando andai via e la vidi sorridere, mi sentivo felice, come lo ero stata ben poche volte nella mia vita. Così cominciai a frequentare molto spesso l’ambiente, con la mia amica, tanto che divenne quasi un impegno, un impegno preso con me stessa.

Quando entro nella Casa delle Piccole Sorelle dei Poveri e faccio una partita a carte con Lina o chiacchiero con Rossana o cerco di far sorridere Francesca o ascolto le barzellette del “cavaliere”, mi sento meglio, più completa, come se cercando di rendere felici quelle persone diventassi io stessa più felice.” (Elisa Fanizza)

“Tappa di un viaggio”

pubblicato 10 apr 2011, 13:41 da Piccole Sorelle dei Poveri Italia

“Tappa di un viaggio… credo si possa definire esattamente così… il termine giusto, adatto, concreto. Mi chiamo Tiffany, ho quindici anni e frequento il secondo anno di un liceo scientifico di Bologna. Sono una ragazza come tante, ho forse avuto meno agevolazioni dalla vita, qualche problemino in più durante la mia infanzia ...... Ho visto la mia famiglia spaccarsi, ho perso la persona per me più importante al mondo: mio padre. Ho vissuto tutto nel segreto del mio più profondo angolo del cuore; non mi fidavo di nessuno ed ero convinta che la vita fosse una perdita di tempo, inutile, con il solo fine di far star male la gente: me per prima.

Poi incontrai un gruppo di amici che mi ha aperto gli occhi di fronte alla bellezza della vita, hanno istruito il mio sguardo a qualcosa di infinitamente maggiore e mi hanno proposto di intraprendere un viaggio, sicuramente lungo e faticoso, ma che tendeva a qualcosa, a Qualcuno di più grande. Mi hanno tenuto per mano e mi hanno indicato la strada che avrei dovuto intraprendere.

Un giorno, per caso, alcuni miei amici mi hanno portato in questo luogo, l’Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri, in questa casa dove una grande famiglia attende nuovi componenti ogni giorno, ogni ora, ogni preghiera. Ho vissuto i primi attimi di questa nuova esperienza al massimo. Questo è stato reso possibile non solo dalla mia forza di volontà, ma soprattutto da un’accoglienza calda e inaspettata. Mi sono subito sentita voluta bene dalle suore e dagli anziani che vivono all’interno di questa casa. Ho imparato che sentirsi amati è la cosa più importate nella vita di un uomo perché è ciò che ti dà una ragione in più per vivere e decidere di lottare per conquistare ogni attimo che la vita può offrirti. In questa casa vige un clima di tranquillità e serenità assolute che il sabato vengono allegramente interrotte da un gruppo di amici che portano un sorriso nell’animo di coloro che ragazzi lo sono già stati.

Credo che la cosa più vera e la sensazione più forte che si possa avere entrando in questo luogo sia quella di essere accolti in una grande famiglia. Mi sono talmente affezionata a questo luogo che ho deciso di passare qui tutti i miei momenti liberi e di riservare ad esso e alle persone che lo abitano almeno tre ore la settimana; ma posso giurare che gliene dedico altre cento col pensiero e nel raccontare a tutti coloro che amo che esiste un luogo, in Via Emilia Ponente 4 a Bologna, dove “cresco” ogni minuto che vi trascorro, integrandomi sempre di più in quella grande famiglia : un luogo in cui sto veramente bene.

Una tappa fondamentale nel mio viaggio: la fine della costruzione delle basi e l’inizio della montatura delle colonne della casa di cui ho parlato sopra…”

“Andiamo a regalare un sorriso”

pubblicato 10 apr 2011, 13:39 da Piccole Sorelle dei Poveri Italia

“Diciassette e quindici anni, ma il sabato pomeriggio non siamo reperibili tra le luci e le vetrine del centro, ma la numero 4 di Via Emilia Ponente, Bologna.
Perché??? Per quello sguardo che si incontra varcando quel cancello, quello stesso sguardo che le “suorine” rivolgono ai loro ospiti e che vogliamo fare nostro.
Entrando dalle Piccole Sorelle dei Poveri ci si accorge dell’amore gratuito che le suore hanno nei confronti di quelle persone.
Anche noi abbiamo sperimentato questo sguardo; il sabato pomeriggio andiamo a regalare un sorriso a quelle persone, perché ci siamo accorte che il loro desiderio di amore e di eterno è anche il nostro e stando con loro riusciamo a tenerlo sempre più presente.
Ci stupisce quanto basti poco a rendere felici quelle persone, quattro chiacchiere, una partita a carte o una passeggiata lungo il corridoio e soprattutto l’attenzione delle suore verso di loro, per quello che sono, con quello che siamo noi, semplicemente.” (Caterina e Chiara)

“Un’esperienza che davvero superava le nostre aspettative”

pubblicato 10 apr 2011, 13:37 da Piccole Sorelle dei Poveri Italia

“Al termine di un’estate ricca di momenti felici e di incontri gioiosi, abbiamo accettato di intraprendere un’esperienza al servizio degli anziani presso la casa delle Piccole Sorelle dei Poveri a Genova, che ci ha proposto Don Renzo Duretto, sacerdote missionario in Brasile.
Inizialmente le titubanze non si potevano negare, poiché un’esperienza di questo tipo, per noi sempre a contatto con i bambini e i ragazzi, ci era del tutto nuova.
In seguito ha prevalso la curiosità per il mondo delle persone più anziane, dal momento che non abbiamo più la fortuna di avere accanto la figura dei nostri nonni.
Siamo state accolte dalle Piccole Sorelle dei Poveri con una dolcezza che davvero superava le nostre aspettative.
Abbiamo cercato fin da subito di darci da fare, di impiegare la nostra buona volontà laddove ce n’era più bisogno.
Ma ciò che sentivamo di essere chiamate a fare in quei giorni della nostra permanenza a Genova era semplicemente tenere compagnia agli ospiti della casa.
Quante storie abbiamo ascoltato in pochi giorni, quante esperienze di vita che davvero non credevamo di poterne venire a conoscenza!!!
Inoltre, accompagnate dalle suore, abbiamo fatto il pieno di carburante spirituale attraverso un incontro quotidiano con Dio nell’intimità della preghiera.
Ci sembra incredibile come pochi giorni vissuti così intensamente possano rimanere un ricordo indelebile nella memoria…
Ci auguriamo che il nostro entusiasmo sia un invito a coloro che sentono la necessità di aiutare queste persone che hanno bisogno anche solamente di un abbraccio!” (Eleonora e Daniela)

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