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“Tappa di un viaggio”

pubblicato 10 apr 2011, 13:41 da Piccole Sorelle dei Poveri Italia
“Tappa di un viaggio… credo si possa definire esattamente così… il termine giusto, adatto, concreto. Mi chiamo Tiffany, ho quindici anni e frequento il secondo anno di un liceo scientifico di Bologna. Sono una ragazza come tante, ho forse avuto meno agevolazioni dalla vita, qualche problemino in più durante la mia infanzia ...... Ho visto la mia famiglia spaccarsi, ho perso la persona per me più importante al mondo: mio padre. Ho vissuto tutto nel segreto del mio più profondo angolo del cuore; non mi fidavo di nessuno ed ero convinta che la vita fosse una perdita di tempo, inutile, con il solo fine di far star male la gente: me per prima.

Poi incontrai un gruppo di amici che mi ha aperto gli occhi di fronte alla bellezza della vita, hanno istruito il mio sguardo a qualcosa di infinitamente maggiore e mi hanno proposto di intraprendere un viaggio, sicuramente lungo e faticoso, ma che tendeva a qualcosa, a Qualcuno di più grande. Mi hanno tenuto per mano e mi hanno indicato la strada che avrei dovuto intraprendere.

Un giorno, per caso, alcuni miei amici mi hanno portato in questo luogo, l’Istituto delle Piccole Sorelle dei Poveri, in questa casa dove una grande famiglia attende nuovi componenti ogni giorno, ogni ora, ogni preghiera. Ho vissuto i primi attimi di questa nuova esperienza al massimo. Questo è stato reso possibile non solo dalla mia forza di volontà, ma soprattutto da un’accoglienza calda e inaspettata. Mi sono subito sentita voluta bene dalle suore e dagli anziani che vivono all’interno di questa casa. Ho imparato che sentirsi amati è la cosa più importate nella vita di un uomo perché è ciò che ti dà una ragione in più per vivere e decidere di lottare per conquistare ogni attimo che la vita può offrirti. In questa casa vige un clima di tranquillità e serenità assolute che il sabato vengono allegramente interrotte da un gruppo di amici che portano un sorriso nell’animo di coloro che ragazzi lo sono già stati.

Credo che la cosa più vera e la sensazione più forte che si possa avere entrando in questo luogo sia quella di essere accolti in una grande famiglia. Mi sono talmente affezionata a questo luogo che ho deciso di passare qui tutti i miei momenti liberi e di riservare ad esso e alle persone che lo abitano almeno tre ore la settimana; ma posso giurare che gliene dedico altre cento col pensiero e nel raccontare a tutti coloro che amo che esiste un luogo, in Via Emilia Ponente 4 a Bologna, dove “cresco” ogni minuto che vi trascorro, integrandomi sempre di più in quella grande famiglia : un luogo in cui sto veramente bene.

Una tappa fondamentale nel mio viaggio: la fine della costruzione delle basi e l’inizio della montatura delle colonne della casa di cui ho parlato sopra…”

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